La nostra società: uno sguardo attento ai valori morali e spirituali

Vorrei soffermarmi, in questo mio articolo, sull’importanza che ha al giorno d’oggi la sfera morale, spirituale e religiosa nella nostra società.

A tal proposito, secondo me, viviamo in una società in cui i valori morali, spirituali e religiosi vengono sempre più accantonati e dimenticati, soprattutto tra i giovani che si ritrovano spesso soli e trascurati nella loro educazione. In questo senso, i nostri ragazzi, vengono sempre meno seguiti dai genitori, perché questi ultimi trascorrono gran parte della loro giornata nei diversi ambienti lavorativi, lasciando dunque i loro figli a casa da soli , oppure in giro tutto il giorno senza sapere di preciso cosa facciano e che genere di compagnie frequentino. foto20don20bosco20e20ragazzi

Questa mi sembra una problematica piuttosto urgente sulla quale porsi delle domande e costruire un oggetto di discussione.

E’ lecito ad esempio domandarsi: cosa spinge alcuni giovani a drogarsi, ad ubriacarsi il sabato sera in discoteca con gli amici? Perché tra i ragazzi recentemente è molto diffuso il fenomeno del bullismo? Cosa porta alcuni giovani a sballarsi per sentirsi grandi ed accettati dal loro gruppo di pari?

Queste, sono soltanto alcune delle molte altre domande che potrebbero essere poste, non esclusivamente da persone esperte, ma da chiunque fosse interessato alla tematica in oggetto.

Certo, non è facile trovare delle risposte immediate e sicure agli interrogativi da poco citati, tuttavia è possibile elaborare dei punti di vista o delle ipotesi.

Secondo me, bisognerebbe recuperare e valorizzare la sfera dei valori morali e della spiritualità in tutti i periodi della vita delle persone: da quando si è piccoli a quando si è anziani, soprattutto prestando maggiore attenzione alla fascia di giovani nell’età dell’adolescenza, definita “IL FAMOSO PERIODO CRITICO E DELLE CRISI ESISTENZIALI”. Bisognerebbe dunque, aiutare questi ragazzi a comprendere l’importanza della spiritualità in tutti i suoi aspetti, non con metodi impositivi, ma guidandoli e sostenendoli senza urtare le loro personalità, che sono diverse ed irripetibili per ciascuno.

Tutto ciò, sarebbe buona cosa applicarlo anche al coinvolgimento dei genitori, che, anche se hanno poco tempo a disposizione da dedicare ai loro figli, potrebbero sforzarsi di essere più presenti, lasciando da parte le cose superflue e materiali, per dedicarsi invece all’educazione dei loro ragazzi.

Inoltre, il ruolo principale nell’eduzione dei figli ce l’hanno i genitori, ma anche le istituzioni scolastiche ed educative in genere le quali, potrebbero contribuire a trasmettere ai giovani valori morali e spirituali, soprattutto quelle di carattere religioso, come i gruppi di catechesi o le associazioni di stampo cattolico-giovanile, come la FUCI.

Infine, secondo me, l’intera società dovrebbe contribuire con tutte le sue forze e tutti i suoi mezzi che ha a disposizione, a trasmettere e a far recuperare, pur non senza fatiche, quei valori morali, spirituali e religiosi dei quali la nostra società ha sempre più bisogno e dei quali è alla ricerca.

La nostra società, ora come ora, si ritrova in una condizione di appiattimento generale, ma questo soprattutto per quanto riguarda la sfera morale-educativa in generale.

Chiara Valoti

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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