Riflessioni sul rapporto tra Fede Cattolica ed Ebraismo

Un argomento assai spinoso e sempre di attualità, anche a causa di diversi problemi ed incomprensioni che si succedono da secoli, è il rapporto tra la Chiesa Cattolica e l’Ebraismo: sebbene sia noto come essi siano il “Popolo dell’Alleanza” e, quindi, in un certo senso come disse Giovanni Paolo II nostri “fratelli maggiori”, non è sempre ben chiaro l’atteggiamento da tenere nei confronti della religione ebraica ai giorni nostri, correndo spesso il rischio di oscillare tra due idee estreme ed entrambe erronee.00254892_b

La prima è quella di considerare l’Ebraismo, e gli ebrei, come “esclusi” dalla salvezza, dopo che si è avuta la Nuova Alleanza con Cristo: sebbene quest’ultima sia un completamento ed un perfezionamento di quella “Antica”, ciò non significa e non può significare che Dio consideri gli Ebrei come seguaci di una religione non di origine divina come possono essere il buddismo, l’Islam ecc. Tale idea è stata inoltre nella storia talvolta associata all’accusa di “deicidio”, considerando il popolo ebraico come responsabile della crocifissione di Gesù Cristo.

E’ interessante vedere come questa prospettiva, nonostante spesso ci siano “leggende nere” che vogliono incolpare di antisemitismo la dottrina della Chiesa prima del Concilio Vaticano II, sia esclusa ad esempio dal “tradizionalissimo” Catechismo di San Pio X che, parlando di coloro che non si trovano nella Chiesa Cattolica, distingue tra “infedeli” ed ebrei, di cui si riconosce il fatto che siano il popolo dell’Antica Alleanza e che seguono la Legge che Dio ha dato a Mosè, pur non riconoscendo Cristo e non essendo battezzati.

L’ultima edizione del “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica” altresì scrive, a proposito della “responsabilità” della morte del redentore che:  «La passione e la morte di Gesù non possono essere imputate indistintamente né a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli altri Ebrei venuti dopo nel tempo e nello spazio. Ogni singolo peccatore, cioè ogni uomo, è realmente causa e strumento delle sofferenze del Redentore, e più gravemente colpevoli sono coloro, soprattutto se cristiani, che più spesso ricadono nel peccato o si dilettano nei vizi» (Compendio, 117).

In questa prospettiva Gesù non è Colui che abolisce la Legge di Mosè, ma Colui che la completa, la mostra nel suo vero senso non legalistico ma basato sul più importante e compendio di tutti i Comandamenti, cioè l’amore per Dio e il prossimo.

Anche la stesse affermazioni di San Paolo riguardo alla non necessità della Legge non intendono “incolpare” chi la pratica, ma svelare il fatto che essa, da sola, non può condurre alla salvezza, che è un dono della grazia e della misericordia di Dio in Cristo Gesù, ed è solo grazie alla fede in Cristo, ovviamente dimostrata e nutrita attraverso la vita secondo l’amore e i Comandamenti oltre che con le parole, che vi si può accedere.

La seconda idea estrema ed errata è quella del relativismo religioso o comunque nell’annullamento dell’importanza del sacrificio di Cristo, per la quale non sarebbe necessario presentare la via cristiana come unico accesso a Dio attraverso la Croce di Cristo: si afferma infatti che la Chiesa é “il mezzo generale di salvezza” dove solo si può ottenere tutta “la pienezza dei mezzi di salvezza” (Unitatis Redintegratio 3), “Chiesa e Giudaismo non possono essere considerati come due vie di salvezza parallele e la Chiesa deve testimoniare Cristo come Redentore universale” (Note per presentare gli Ebrei e l’Ebraismo nella predicazione cattolica I.7).

Fabio Albani

Sii sociale, Condividi!

FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento