Educarsi alla legalità: un obiettivo quotidiano

8-pollaiolo-la-giustiziaVenerdì 19 marzo alle ore 17.45, presso il centro Universitario S. Andrea si è svolto l’incontro, organizzato dalla FUCI, con il dott. Tino Palestra, magistrato presso il tribunale penale di Bergamo. Quest’ultimo ha esordito ricordando il trentennio della morte di Guido Galli, il giudice bergamasco ucciso da un commando di Prima Linea il 19 marzo 1980, alla Statale di Milano, dove insegnava criminologia. Egli ha proseguito il discorso con un excursus sul terrorismo degli anni Ottanta e sul forte interesse sociale per la legalità, suscitato dallo scossone di Mani pulite, fino a toccare il periodo caldo della strage mafiosa degli anni Novanta con gli omicidi di Falcone e Borsellino.

La legalità di solito passa per qualcosa di “formale”, negativo, di minor sostanza, quasi che fosse uno stato di polizia. In realtà essa ci tocca dalle cose più semplici. Con piccoli e comprensibili esempi, il dott. Palestra ci ha mostrato l’importanza vitale del rispetto delle norme.

Il discorso è stato sollecitato dalle domande di: Matteo, Marco, Ettore, Elisa, Fabio e degli altri partecipanti (una quindicina in tutto). Cito alcune domande: “Perché oggi si sente più forte il bisogno di legalità?” Risposta: sia per le deviazioni illegali, ma soprattutto è il costo sociale del mancato rispetto delle regole, che premia il “furbo”. Ciò causa l’attuale assenza di investimenti stranieri in Italia. Il dato puramente economico, rivestito da sussulti morali, che balza agli occhi della gente è il costo della corruzione che l’economia non riesce più a sopportare.

“E’ possibile che esistano dei modi totalmente differenti di interpretare la legge da parte dei giudici?” Risposta: ci sono state esperienze in cui i giudici sono stati portatori di divisioni politiche, di etica di conservazione, ma questo movimento ha trovato un assestamento con risposte non politicamente marcate. Gli scontri tra giudici conservatori e giudici rossi, sono fasi superate. Ora c’è una risposta più omogenea e tecnica. I giudici sono tendenzialmente interpreti dei valori costituzionali, ci sono comunque margini di discrezionalità. Le qualità di un giudice sono: professionalità, trasparenza e impegno costituzionale.

“Perché in Italia la Giustizia non funziona?” Risposta: la Giustizia ha troppe cose da fare; c’è un eccesso parossistico nel trattare i processi civili alla stregua dei processi penali, utilizzando gli stessi strumenti di indagine, in questo modo non si arriva a una sentenza nemmeno nelle liti tra vicini di casa.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti, da parte di tutti, al dott. Tino Palestra, il quale ha gentilmente accettato l’invito della FUCI, dedicando parte del suo tempo. Il nostro è stato un arrivederci, poiché contiamo sulla sua presenza a un prossimo appuntamento FUCI, teso ad approfondire altri aspetti sulla legalità.

“Siamo servi delle leggi per poter essere liberi” (Cicerone).

Elisa Ghisleni

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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