Camaldoli: un'esperienza da ripetere

Da domenica 25 a sabato 31 Luglio si è svolta la prima settimana teologica della FUCI al monastero di Camaldoli. Il tema era: “Liturgia: tempo dell’ascolto, spazio del gratuito”, a cui hanno partecipato il professor Andrea Grillo e il monaco camaldolese Matteo Ferrari.

Il Professor Andrea Grillo, nelle sue lezioni, ha trattato le azioni fondamentali (lode, grazie, benedizione) nello spazio/tempo e che cosa è la liturgia (differenza rispetto a verità da sapere e a norme da eseguire) con l’approfondimento di alcuni testi tra cui di “Formazione liturgica” di Romano Guardini.

Foto di gruppo

Foto di gruppo

La liturgia è “fonte” per i cristiani, ma per lungo tempo è stata considerata un periodo di minorità a vantaggio della contemplazione. I nostri trisavoli ritenevano che fare la comunione e andare a Messa fossero atti separati e tra di essi vi fosse un enorme divario. Dopo cinquecento anni, noi, uomini e donne di oggi, li reputiamo uniti. Una domanda che ci siamo posti è: questi riti che celebriamo, in che senso sono decisivi per la fede? Nella storia della Chiesa abbiamo tre momenti in cui si distingue il movimento liturgico: la Prima fase (1909-1947): profezia, teoria e sperimentazione, Seconda fase (1947-1988) riforma e servizio alla partecipazione attiva, Terza fase (1988-20??) il limite della Riforma e l’urgenza dell’iniziazione/formazione. Noi viviamo in quest’ultima fase che capisce e pretende di recuperare il rapporto tra rito e fede, questo è chiamato stile della reintegrazione, non uno stile nostalgico – reazionario, ma che sente e risponde alle esigenze e domande dell’uomo contemporaneo.

Ciò su cui ha insistito molto il Professore Grillo è che il rito inizia in modo semplice, sensoriale e non lo si può ridurre solo al contenuto, altrimenti è come perdere una parte di esso. Matteo Ferrari ha introdotto le sue lezioni, partendo dalla struttura della Veglia pasquale: Riti di introduzione, Exultet, Liturgia battesimale, Liturgia eucaristica e infine i Riti di conclusione. Successivamente si è soffermato sull’importanza del celebrare durante l’anno liturgico e sulle festività, attraverso le quali si celebra il mistero di Cristo nel ritmo del tempo. Il fine della festa è quello di riportare al senso/ evento fondamentale della comunità, di strutturare il tempo, di dare un ordine del mondo e anche di scandire i cicli stagionali.

”Il tempo liturgico è dunque quella parte del tempo cristiano dove la fede sospende, per così dire, la propria operazione nella carità per cantare la carità come pienezza del tempo, come seme e frutto dell’istante messianico” (A. Rizzi, Il problema del senso del tempo, 38)

Le lezioni si sono alternate alle lodi, alle ore medie, ai vespri, ai dibattiti, ai laboratori, al cineforum, all’escursione nella foresta camaldolese, allo spazio federativo, alla veglia all’eremo, alla liturgia penitenziale, a “danzare la Pace”… momenti vitali per assaporare e vivere il meraviglioso clima della FUCI.

E’ stata una settimana intensa, rigenerante e fruttuosa sia dal punto di vista formativo che umano. Consiglio a tutti di provare quest’ esperienza e perché no di ripeterla!

Elisa Ghisleni

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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