Incontro a Fontanella su "Fede e Giovani"

Foto di gruppo a pranzo

Foto di gruppo a pranzo

Sabato 6 novembre alle ore 10.00 il nostro gruppo si è radunato a Fontanella di Sotto il Monte per discutere sulla tematica: “Fede e giovani”. Prima di iniziare il momento di confronto ci siamo riuniti per recitare le Lodi mattutine in Chiesa.

Successivamente Don James, il nostro assistente, ha aperto il dibattito leggendoci e commentando un articolo scritto da  Don Luca Bressan dal titolo: “Fede e giovani”. Esso verteva principalmente sullo scollamento che in questi ultimi tempi si sta sempre più verificando tra i giovani e la Chiesa: i primi infatti si limitano soltanto a “consumare” dal punto di vista emotivo le esperienze che vivono senza rifletterci sopra in maniera consapevole e profonda. Prevalgono dunque le emozioni immediate che si bloccano al “qui ed ora” e non si evolvono nella riflessione meditata e protratta verso il futuro. Inoltre l’articolo di Don Luca si soffermava anche sul cambiamento antropologico delle nuove generazioni: vale a dire che oggi i giovani trascorrono molto tempo davanti a computer e cellulari. Don Luca parla infatti di una generazione “connessa” che indica un legame morboso al mondo di Internet e della tecnologia in generale; egli utilizza a questo proposito la figura del “cordone ombelicale invisibile”.

Un altro punto importante che mi sembra utile riportare nel mio articolo fa riferimento a giovani fragili, fusionali, nomadi ed orizzontali: questi ragazzi vogliono apparire ciò che non sono; sono preoccupati a costruirsi delle false identità, delle maschere per sembrare più belli, più accettabili, più alla moda, ma in questo modo smarriscono la lo vera essenza, ciò che sono veramente e il loro essere persone con caratteristiche proprie e non omologate a quelle di altri. Don Luca li definisce “scenici e costruiti”: vale a  dire preoccupati a costruirsi delle identità fittizie e mutevoli.

Questi giovani sono “nomadi” poiché occupano più spazi fisici repentinamente e nello stesso modo: passano dunque da un ambiente all’altro senza coglierne il significato profondo di ciascuno. Sono anche “orizzontali” perchè non hanno una vera e propria tradizione da seguire, ma sono inseriti in una dinamica ripetitiva ed asettica.

Concludendo posso dire che questa tematica affrontata da Don Luca Bressan nel suo articolo può far scaturire molte riflessioni e sollecitare noi giovani a prendere coscienza della realtà che stiamo vivendo giorno dopo giorno e cercare di farla evolvere verso un futuro che non si fermi soltanto alle esperienze immediate, ma che proceda sempre verso la voglia di giocarsi in prima persona nel vivere la realtà odierna.

Chiara Valoti

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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