Lectio Divina

Martedì 3 maggio 2011, alle ore 16.30 si è tenuta la preghiera della lectio divina, sul brano di Vangelo di Luca (24,13-35), guidata da don James Organisti. Intensa, partecipata e soprattutto rigenerante per la fede. Di seguito alcuni spunti.

Il brano di Vangelo ci parla della prima comunità cristiana, ci racconta come questi discepoli passano dalla conoscenza alla fede cristiana, intesa come riconoscenza e confessione di Gesù, Figlio di Dio.

Questo passaggio non scontato qualifica la fede cristiana.

Appare con evidenza totale che i discepoli non riconoscono Gesù sul cammino verso Emmaus, malgrado essi abbiano vissuto con egli e visto i suoi miracoli. Inevitabile la domanda sul perché.

La condizione del Risorto non è un semplice ritorno alla vita (come nel caso di Lazzaro), poiché esso consentirebbe di riconoscerlo.

Cleopa, il discepolo si ferma sbalordito da questo strano viandante non sappia nulla degli avvenimento accaduti a Gerusalemme. Essi avevano visto la vita di Gesù: “ …il Nazareno, che fu potente in opere e in parole…”.

La risposta pazzesca è che sono stati testimoni anche delle parole delle donne. Essi sono persone che hanno ricevuto l’annuncio della Resurrezione, ma non è stato sufficiente, perché occorre la presenza del Risorto.

Senza la presenza di Gesù Risorto è impossibile la nascita della fede cristiana.

Dalla morte di Gesù alla fede nel Figlio si devono attraversare le Sacre Scritture, poiché esse ci insegnano che Cristo è colui che patisce.

Bisogna passare dalla visione di un Dio potente a quella di un Dio che decide di stare tra gli uomini attraverso la passione.

Perché Gesù doveva morire?

Per essi è uno scandalo che un profeta, segno di Dio, debba morire.

Durante l’Eucarestia, Gesù spezza il pane e i discepoli lo riconoscono, perché in essa è posto il senso ultimo di Gesù.

Dio è dedizione incondizionata, Egli vuole stare in mezzo agli uomini.

Gesù Risorto può essere riconosciuto solo con il senso della propria fede. La fede è incontrare il Risorto perché si riconosce il senso della Sua morte.

La nostra fede è per iniziativa del Risorto.

Occorre riconoscere ogni giorno il volto di un Dio diverso dalle nostre aspettative.

Elisa Ghisleni

 

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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