S.Messa di Natale col Vescovo Francesco per gli Universitari – Introduzione

Pubblichiamo di seguito l’introduzione di Elisa, Presidente del Gruppo FUCI di Bergamo, alla Messa del 13 dicembre scorso.

Ringraziamo tutti gli studenti, i docenti e il personale dell’Università di Bergamo per la presenza e la partecipazione attentaa questo momento di fraternità.

Questa sera il personale tecnico amministrativo e ausiliario, professori e studenti partecipano alla Santa Messa di Natale per l’Università, organizzata dal Centro Universitario S. Andrea, presieduta dal nostro Vescovo Francesco, che salutiamo con gioia e immensa gratitudine per essere oggi qui con noi.

In un contesto di insicurezza economica-sociale e di incertezza per il futuro anche i sentimenti di noi giovani rispecchiano questa instabilità: perché proprio di sentimenti noi viviamo ogni giorno, spesso tra contraddizioni e paure.
Un giorno siamo alle stelle, e magari il giorno dopo siamo depressi; alla mattina ci alziamo di cattivo umore, e magari alla sera siamo più sereni. Per non parlare poi dei sentimenti che ci legano agli altri, sentimenti che oscillano volentieri dalla simpatia all’antipatia, dall’amore all’odio, dall’affetto alla freddezza.
Assomigliamo, in questo senso, ai due figli della parabola del Vangelo di Matteo di stasera, i quali fanno esattamente l’opposto di quello che dicono: il primo dice sì, ma fa il contrario; il secondo dice no, ma poi cambia idea. Sono in balìa dei loro sentimenti precari, proprio come talvolta accade a noi.
In fondo è questa la debolezza radicale che attraversa la vita di ogni uomo e di ogni donna. È la debolezza di chi guarda il futuro con apprensione, nella speranza di trovare quella promessa che dia finalmente pienezza ai suoi giorni. Spesso però quella promessa appare lontana, irraggiungibile, ed è in quel momento che la stanchezza si fa sentire, e la vita diventa insicura e contraddittoria.
La tentazione allora è quella di celare questa umana fragilità, nasconderla agli occhi propri e agli occhi degli altri, cioè mascherare i sentimenti sotto le apparenze.

Come i pubblicani e le prostitute che, aprendo il cuore all’unico Signore che avrebbe potuto salvarli, credettero subito alla predicazione di Gesù, non mascherarono la fluidità dei loro sentimenti e della loro stessa vita, ma si lasciarono trasformare dalla novità del Vangelo, allo stesso modo possiamo fare noi, afflitti come siamo dall’instabilità dei nostri sentimenti, perché anche noi possiamo aprire il cuore alla Parola del Vangelo, e dunque lasciarci guidare dalla chiamata costante e instancabile di Gesù.

Chiediamo al Signore, durante questa celebrazione, di poter raggiungere quella pienezza di vita che desideriamo e cerchiamo, consapevoli delle nostre mancanze ed errori, pronti ogni giorno a ricominciare da capo, con pazienza e fiducia.

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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