Le nostre fragilità – Convegno sull'educazione a Chignolo

Venerdì sera 9 marzo 2012 alle ore 20.30 presso l’auditorium dell’oratorio di Chignolo (Bg), si è svolta una tavola rotonda intitolata “Le nostre fragilità”organizzata dall’associazione “Arcobaleno” e dalla Caritas parrocchiale di Chignolo; ad essa hanno partecipato il Prof. Ivo Lizzola,  lo psichiatra Filippo Tancredi, il dott. Pierandrea Pizzoni, medico di base di Chignolo, e la presidente dell’associazione “Piccoli passi” di Bergamo, la dott.ssa Camilla Morelli.

Si è parlato di malattie psichiche e del problema riguardo la loro stigmatizzazione da parte della società; oggi ci sono molti più disturbi rispetto a vent’anni fa, dovuto allo stile di vita frenetico, egoistico, teso solo al profitto, alla prestazione fisica, a essere più competitivi e sempre vincenti.
Ognuno di noi ha una sua fragilità intrinseca e potenzialmente ognuno di noi può ammalarsi.

Con l’inizio della crisi economica sono aumentati i pazienti che ricorrono a prescrizioni mediche di ansiolitici e antidepressivi (ne ha dato testimonianza concreta il dott. Pizzoni) e questa, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg, rappresentante un disagio profondo all’interno della nostra società.

Molte volte il disagio può essere risolto all’interno dell’ambito familiare; fondamentale è l’importanza del ritrovo familiare unitario una volta al giorno, magari al termine di una giornata, a tavola, dove ciascuno si può esprimere. Oggi è difficile, però, ritrovarsi tutti uniti nel medesimo orario, poiché la vita frenetica e i ritmi incessanti non consentono il ritrovo familiare; allora ciascuno cerca di risolvere i propri disagi per proprio conto, seguendo strade solitarie.

Interessanti sono le esperienze di prossimità-vicinato, oltre che di associazionismo: una famiglia ha bisogno di costruire reti sociali con altre famiglie basate sulle fraternità e conciliazione, creando nuove alleanze tra famiglie.
Solo se si è consapevoli di essere portatori di fragilità e non di forza si può diventare persone più affidabili e comprensivi del bisogno di cura verso gli altri. Bisogna cogliere la fragilità negli occhi degli altri, tornare a sentire l’altro, invece di focalizzare sempre solo su noi stessi e il nostro corpo: è la grande sfida del nostro tempo.
Oggi si hanno più contatti con più persone e quindi si è a contatto con più fragilità, questa è un’occasione educativa: scoprire la propria piccolezza capace di prestare cura, sentire il proprio limite è sentire la prossimità.
L’errore educativo più grande è non far sentire le nostre fragilità; la sensibilità del sentire l’altro deve essere coltivata presto per dare vita a una trama di convivenza e socialità spontanee.

Per anni siamo stati abituati a sovraccaricare il corpo di categorie come: efficienza, perfezione razionale, valore economico; solo quando inizieremo a preoccuparci degli altri, la nostra fragilità potremo tenerla in mano e non subirla.

Per il Prof. Lizzola proprio perché viviamo in tempi incerti, oggi deve nascere una nuova alleanza tra le generazioni: occorre imparare a vivere l’incertezza, non rassegnandosi a se stessi e nemmeno a una solidarietà perimetrale o tantomeno creando percorsi disgregativi, ma occorre essere “osservatori partecipanti” affinché nessuno sia più escluso dallo sguardo altrui.

Elisa Ghisleni

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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