Vita Comune 2014

Riportiamo come resituzione dell’esperienza di Vita Comune che abbiamo vissuto dal 7 al 13 aprile 2014, l’intervista a Valentina, studentessa universitaria che frequenta e sostiene le nostre proposte, publicata da santalessandro.org, a firma di Elisa Ghisleni, ex Presidente del Gruppo FUCI di Bergamo, che ringraziamo.

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Convivenza di gruppo? «La rifarei sicuramente, senza pensarci due volte» a parlare è Valentina Fantini, classe 1992.  Studia Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Bergamo, viene da Bienno, in Val Camonica (Brescia) e da quest’anno partecipa regolarmente agli incontri della Fuci di Bergamo (Federazione universitaria cattolica italiana). Dal 7 al 13 aprile si è svolta una convivenza tra i ragazzi presso la sede della Fuci in via San Salvatore, 7, Città Alta. Racconta, entusiasta: «Eravamo 9 in tutto, 6 ragazze e 3 ragazzi, più don James che ci raggiungeva per le lodi, la messa e poi si fermava con noi durante la serata».

Continua: «La giornata era strutturata in base alle esigenze di tutti noi partecipanti, la mattina la sveglia era intorno alle 6, alle 6,30 si iniziava con un momento tutti insieme recitando le lodi. Alle 7 colazione e poi ognuno svolgeva i propri compiti: chi andava in università, chi andava a lavorare e chi si fermava in casa per lo studio. Il ritrovo unitario era fissato alle 18,30 con la celebrazione della messa, in seguito si cenava tutti insieme e poi in base a chi era presente o alle esigenze si organizzava la serata. Inoltre sabato 12 e domenica 13 aprile abbiamo vissuto insieme due momenti importanti: il primo è stato il convegno, tenuto al teatro Donizetti, riguardante la “Pacem in Terris” e il secondo, avvenuto nella giornata di domenica, è stata la veglia delle palme che si è svolta a Sotto il Monte».

Per Valentina è stata la prima esperienza di convivenza e ha accettato di sperimentarla sia per condividerla con le persone che avrebbero partecipato e che già conosceva sia perché aveva un desiderio particolare: voleva cercare di arricchire la sua vita spirituale.

Valentina consiglierebbe quest’avventura «a tutti quegli universitari che sono in ricerca, non solo personalmente ma anche spiritualmente, e a tutti quelli studenti che stanno passando un periodo non semplice e magari hanno perso di vista la fede».

Se si accenna a qualche momento di difficoltà, risponde: «Beh, i momenti un po’ più faticosi penso siano stati soprattutto all’inizio, nell’organizzazione dei primi giorni. Dovevamo capire come alternarci per cucinare, come pulire tutti gli ambienti che erano rimasti chiusi da tempo. Ma i lati positivi, penso siano molti di più: vivere l’amicizia più intensamente, conoscere meglio persone nuove e potersi confrontare con loro, il mettersi in gioco fino in fondo, anche nelle cose più semplici come il fatto di cucinare».

E alla fine che cosa è rimasto di questa esperienza? «Dire cosa mi porto a casa – conclude Valentina – non è così semplice, perché penso che solo col tempo potrò capirlo veramente. Per ora ho so che certamente ho potuto vedere con occhi diversi tutte le persone che hanno preso parte a questa convivenza, perché ho potuto capire meglio le potenzialità di ognuno, i pregi e i difetti anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Inoltre, la mia fede ha fatto dei progressi. Mi sono cimentata senza reticenze alle varie proposte”.

La convivenza è un momento dove si conciliano diversi aspetti: fede, amicizia, vita quotidiana, risate, dialogo e confronto. Vivere insieme, anche per un breve periodo, si può presentare come un’occasione importante per conoscere gli altri e riscoprire se stessi. Questi giorni fucini ne sono stati la prova.

 

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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