COSA STA SUCCEDENDO ALLA NOSTRA CASA?

La grande domanda di un uomo che osserva il mondo sapendo di farne parte e riconoscerlo suo, tanto da chiamarlo casa.
In questi incontri abbiamo provato a fare lo stesso, cercando di trovare una risposta nell’Enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco.
E’ singolare che sia un Pontefice ad affrontare un tema attuale, che sempre più spesso riempie la bocca di politici e ecologisti, ma in realtà già dalle prime pagine scopriamo di non leggere le parole del maggior rappresentante della Chiesa Cattolica, ma quelle del Vescovo di Roma.
Francesco si definisce tale, aprendosi all’esperienza Ortodossa nel segno della riconciliazione.
Il fine non è solo questo, il Papa mostra la sua intenzione ad essere semplicemente un Cristiano che vuole risvegliare la coscienza dei suoi fratelli rispetto ad una problematica che li riguarda da vicino.
Dopo il primo capitolo, dove troviamo vari riferimenti alle scienze e alle tecniche che si stanno applicando per risolvere il problema ambiente, l’Enciclica assume un carattere più pastorale.
Dalle parole di Francesco realizziamo che il problema ambientale è dell’uomo e che un mondo deviato sia il risultato di un antropocentrismo deviato.
La naturale conseguenza della manipolazione della propria casa da parte di un uomo che giocando a fare Dio, usa la tecnica e la creatività (doni di Dio), in maniera distruttiva.
Stiamo distruggendo la nostra casa, quello che è il centro della nostra vita, stiamo deturpando le mura che racchiudono le nostre gioie, dolori affetti.
Quante volte ci troviamo semplicemente ad un tavolo e parliamo?
Sempre, dando importanza ad uno degli arredi più umili della casa, ci troviamo insieme e creiamo un ecosistema.
Ecosistema, una parola che sta ad indicare un pezzo di realtà formato da singoli elementi che insieme sono in grado di creare armonia.
Ogni essere vivente ha questo compito, non solo gli stati generali o i grandi politici, noi in quanto residente in questa biosfera, dobbiamo essere attivi per mantenerla.
L’uomo può salvarsi solo preservando la sua casa, può farlo servendosi della tecnica, uno strumento che può aiutarlo fornendogli i mezzi per creare biodiversità dove si insidi.
Esaminando l’Enciclica abbiamo spesso affrontato il tema di EXPO.
L’esposizione universale, svoltasi a Milano e appena conclusa, aveva come tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Questo tema non è stato sempre rispettato, anzi il più delle volte l’uomo si è lasciato trasportare dalla vanità arrogante di ostentare i risultati del progresso scientifico e della tecnologia.
Abbiamo forse dimenticato come si nutre il pianeta?
Sì!
Questo è quello che ne emerge alla fine di un’Enciclica che si conclude con due preghiere.
Il pianeta è la casa dell’uomo, dovrebbe sapere come prendersene cura, invece ancora una volta è costretto a chiedere aiuto a Dio
Un aiuto alla ricerca del senso di quel primo “Laudato Sii” cantato da Frate Francesco.

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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