A cena con Adnan: al cuore del dramma dei migranti!

Non so come iniziare questo articolo!

E’ difficile descrivere e riassumere l´esperienza che abbiamo fatto a cena con Adnan.

Io ero a prendere le pizze e quando sono rientrato era già li.

Ci siamo seduti, ad uno ad uno presentati e la cena ha potuto cominciare.

Al tavolo c´era Adnan con le mamme che si sono prese cura di lui quest´estate, noi del gruppo Fuci di Bergamo che abbiamo organizzato la cosa e i nostri amici del gruppo Fuci di Brescia, che abbiamo invitato per poter condividere quest´esperienza.

Quando la pizza è stata messa in tavola tutti ce ne siamo accaparrati un po’, ci siamo messi a mangiare mentre il nostro ospite iniziava a raccontare a grandi linee cosa gli era accaduto.

Noi abbiamo fatto due domande di conoscenza generale e poi il gelo.

Ha iniziato veramente a raccontare la sua storia.

Adnan è pakistano, si è laureato in matematica e fisica nel suo paese ed è un vero genio, il problema è che lui faceva parte di un gruppo che voleva l´indipendenza dal kakemire, nulla di violento, persone pacifiche che manifestano contro l´oppressione pakistana su questa popolazione.

Per questa sua appartenenza Adnan è perseguitato in patria sia dalla polizia, sia dai servizi d´inteligence pakistana.

Un giorno tornando a casa ha ricevuto la notizia di questa persecuzione ai suoi danni, i suoi parenti gli hanno allora consigliato di scappare e tramite i suoi contatti nel fronte indipendentista è riuscito a traferirsi al sicuro in Siria.

La Siria che ha descritto lui è molto diversa da quella che vediamo nei telegiornali, ha parlato di un bel paese, stabile che oggi a causa della presenza dello stato islamico è diventato un inferno.

In Siria Adnan ha insegnato inglese, ed è veramente bravo a parlarlo, infatti l´intera cena con noi si è tenuta in inglese per facilitare a lui il suo racconto.

Proseguendo ci ha raccontato di come sia dovuto scappare anche dalla Siria e grazia al genitore di un suo alunno abbia trovato un posto su un barcone.

Il viaggio in mare è stato lungo e dopo un salvataggio da parte degli uomini della nostra marina è stato portato a bari e poi a Lizzola, località della bergamasca che ha ospitato alcuni dei migranti arrivati numerosi quest’ anno.

Oggi Adnan sta imparando l´italiano, “è molto difficile” ci ha raccontato, si dice molto grato all’Italia per tutto quello che ha fatto per lui e spera un giorno di poter ricambiare il favore potendo dare qualche cosa lui al nostro stato.

Il suo sogno è l’Inghilterra, la sarebbe facilitato con la lingua e potrebbe riprendere gli studi.

Mentre parlavo con lui pensavo a una cosa: non si conosce bene una realtà fino a che non la ritrovi li, a mangiare con te, di fronte.

Quando parliamo di immigrazione spesso ci fermiamo ai numeri, alla notizia del telegiornale o alla propaganda populistica che si fa nelle piazze.

Serve allora andare oltre e scoprire che sono persone, che vivono, amano e si appassionano come noi. Credo che l´accoglienza sia proprio in risposta a questo, in Adnan ho visto un universitario come me che ama il suo paese ma che si vede costretto a fuggire via e trova rifugio in una nazione come l’Italia a cui sarà sempre grato, ho visto in lui tanta competenza, parola che oggi ci piace tanto, parla l´inglese meglio di me ed è un genio della matematica, Adnan è una vera risorsa per noi.

In conclusione vorrei rimandarmi alla Nostra Acetate e al dialogo inter religioso, Adnan è mussulmano, noi siamo cristiani, questo non ha impedito la possibilità di dialogo.

Lui è molto interessato alla nostra religione come noi lo siamo per la sua.

Ho molta stima per lui come mussulmano, lui infatti vive la sua religione con lo stesso spirito con cui noi viviamo la nostra.

Spesso non ci accorgiamo di quanto abbiamo in comune e di come lavorando assieme potremmo promuovere e difendere per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.

Con adnan noi abbiamo voluto fare questo un dialogo che andasse oltre tutto quello che potenzialmente potrebbe dividerci, un dialogo dove noi e lui, a tavola assieme, siamo stati giovani e universitari.

Massimiliano

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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