Universitari e Universitarie capaci di carità

“Donne e uomini capaci di carità” è la terza tappa di un percorso iniziato chiedendoci di essere donne e

uomini capaci di Vangelo e Eucarestia.

Sui volantini spesso ci firmiamo come “I giovani del Gruppo Fuci e del Centro Universitario Sant’Andrea”, è

una firma semplice, non è il nostro nome, l’università è il nostro mondo, dove cerchiamo di costruire il

futuro scavalcando mille risposte per raggiungere domande fondamentali.

Guardando questo microcosmo ci siamo chiesti: “La carità e la misericordia esistono in università?”.

“Certo, quando ti passano gli appunti del corso che non volevi frequentare”.

“Ovvio, quando sbattendo le ciglia riesci a passare l’esame”.

Avremmo potuto fermarci, passare oltre, come spesso avviene quando ci ritroviamo a correre da una sede

universitaria all’altra.

Passare oltre, come il sacerdote e il levita, è facile identificarsi in loro per noi che siamo sempre di fretta,

perché le pause sono troppo brevi e non abbiamo tempo per fermarci.

Sacerdoti e leviti che corrono da Salvecchio a Pignolo, dimenticandosi dei corpi ridotti ad un numero di

matricola.

Le aule dove abbiamo sempre urgenza di entrare finiscono per essere parcheggi di corpi, occhi che vediamo

ogni giorno ma di cui non ricordiamo il nome, sono tutti numeri di matricola, e nemmeno quello ci

identifica, perché più avanti in un altro ateneo un’altra persona, avrà il nostro stesso numero e noi ci

ritroveremo nuovamente ad aspettare di essere presi in spalla.

Siamo fermi in attesa che un Samaritano esca da una di quelle aule e decida di prendersi cura di noi.

I Samaritani esistono in università, ma noi, corriamo sempre il rischio di essere presbiti e guardare troppo

lontano.

I Samaritani, danno da mangiare agli affamati condividendo il pranzo nei corridoi per restare tutti insieme,

danno da bere agli assetati offrendosi caffè per riparare alle ore di sonno perse sui libri.

Vestono gli ignudi, ridando una dignità a quei ragazzi che si erano sentiti scartati al liceo perché quella non

era la strada giusta per loro, alloggiano i pellegrini donando una casa agli studenti fuori sede che nei

convitti e nei gruppi studio trovano una nuova famiglia.

Visitano gli infermi e i carcerati, ovvero tutte quelle persone che vorrebbero far parte di questo mondo, ma

devono lavorare o hanno una famiglia e si trovano costretti a rimanere dietro sbarre invisibili, mentre

vengono nutriti con le conoscenze che non possono ricevere.

Consigliano i dubbiosi sulle mille nozioni studiate a memoria prima dell’esame o su un nuovo percorso da

intraprendere, insegnano a chi non sa perché si confrontano e crescono scambiandosi informazioni che

vanno oltre il loro piano di studi.

Ammoniscono i peccatori che si perdono per strada e dimenticano di seguire la rotta finendo in alto mare,

consolano gli afflitti che lavorano, studiano e non ce la fanno sempre, ma hanno solo bisogno di qualcuno

che ridia loro forza.

Perdonano le offese dovute al sovraccarico di lavoro e si sopportano pazientemente nonostante gli orari

assurdi e le levatacce la mattina presto, perché si comprendono a vicenda e si ritrovano abbracciati.

Pregano Dio per i vivi e per i morti, questi siamo proprio noi, i ragazzi che ogni tanto timidamente vi

allungano il volantino della Messa del Vescovo e che a volte hanno bisogno di fermarsi cinque minuti nella

chiesa di Sant’Andrea anche solo per sentirsi a casa.

Nella nostra infinita piccolezza da anime immatricolate ci troviamo a compiere gesti insignificanti, ma che

invece di essere uno sbiancante per la coscienza o un cerotto per tappare un buco, diventano atti di carità.

Nessuna di queste azioni dà CFU, o accorcia la nostra permanenza nel mondo universitario, ma ogni singolo

gesto compiuto riesce a dilatare il nostro cuore e rende i nostri corpi, in attesa di un Samaritano, capaci di

ballare di gioia.

Solamente quando guardiamo all’indietro possiamo capire che la Misericordia e la Carità sono una forza

che può superare le barriere dei luoghi racchiusi e investire noi giovani in un abbraccio tanto denso da

plasmarci come “Donne e Uomini capaci di carità”.

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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