La FUCI bergamasca sul caso Englaro

Eluana EnglaroEluana Englaro

Di seguito pubblichiamo un articolo sulla vicenda di Eluana Englaro scritto da Elena Bottazzi, presidente femminile del gruppo FUCI di Bergamo, con l’auspicio che possa essere un valido contributo per la riflessione personale di ciascuno.

 

Eravamo ancora tutti qua, a chiederci cosa stesse succedendo all’interno della clinica di Udine, ad informarci sullo “scontro” Berlusconi/Napolitano e a darci da fare al fine di organizzare serate di preghiera, petizioni, emendamenti e manifestazioni per la Vita, quando, la sera di lunedì 9 febbraio, verso le 20, Eluana ci ha dato il suo ultimo e vero addio. E l’ha fatto tutto d’un colpo, lasciando increduli perfino gli stessi medici che le hanno tolto cibo e acqua, che tanto si saranno arrovellati nel capire per quanti giorni sarebbe potuto durare quel “corpo”, perchè è così che l’avranno vista, niente più che un insieme di cellule, neanche tanto ben funzionanti.

E, soprattutto, ci ha lasciati senza fare rumore, accompagnata da un silenzio che però riesce a mettere a tacere tutti i clamori, tutti gli esperti di eutanasia e accanimento terapeutico, gridando la sua sorte al di sopra degli striscioni pro o contro la “dolce morte”.
Noi non ci vogliamo permettere di emettere giudizi o sentenze, nello sconforto e nello sgomento che ancora ci avvolge ci stringiamo attorno alla sua famiglia, esprimiamo le nostre condoglianze a un padre che è entrato in coma diciassette anni fa assieme alla figlia, e che, forse più di lei, non si è ripreso dal dolore e dalla ferita subiti.
Siamo dispiaciuti del fatto che non siano bastate le parole di conforto che sicuramente durante questo calvario saranno giunte all’orecchio di Beppino Englaro, delle tante mani che hanno avvolto le sue, ma che, al di là della decisione da prendere, non gli hanno suggerito in cuor suo di restare comunque sempre vicino a quell’Eluana che, forse, aveva cambiato solo sembianze. Ma noi crediamo fermamente che, come disse Alessandro Manzoni più di un secolo fa, “valida venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa il trasportò”, lasciando qui in terra tutto il vuoto di una Vita che se n’è andata.
Ciao Eluana, salutiamo quella che eri e quella che sei stata per tanti anni, perchè sappiamo che eri sempre tu, e ti ricorderemo con il tuo sorriso che hai regalato a chi ti immortalava nelle foto, e che hai portato con te. 

 

 Elena Bottazzi

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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