Il dio denaro

Oggi la nostra società occidentale è sempre più indotta a causa dei media, della televisione, della globalizzazione, del progresso incalzante, alla brama del denaro e delle cose materiali.

Essere ricchi, belli, possedere tanti beni, significa sentirsi accettati e considerati, ma non per quello che si è veramente, ma per quello che si ha , che si possiede.soldi

Purtroppo questa realtà, è sempre più scottante e presente anche nelle molteplici e variegate attività della vita quotidiana: il voler scavalcare gli altri con la competizione sfrenata, l’essere sempre i primi ad ogni costo, senza un minimo di umiltà e di modestia. Questi atteggiamenti, sono il sintomo ed il campanello d’allarme di una società che sta progressivamente abbandonando i valori morali e della persona in quanto tale:  sta andando sempre più scemando la sfera dei rapporti interpersonali, in quanto le persone si sentono sempre più sole e prive di legami affettivi. Manca il dialogo, l’ascolto, ma soprattutto il tempo per fermarsi a parlare con gli altri, a discutere, a confrontarsi, a capire  le problematiche della nostra società, che non sono ormai più trascurabili,  bensì urgenti. Contano soltanto: la fama, il denaro, la bellezza ( spesso artificiale e costruita), l’arroganza, allo scopo di scavalcare le persone più deboli ed in difficoltà, gli idoli della televisione e dei media.

Inoltre si pensa sempre di più ai propri interessi ed affari: al correre per sbrigare le proprie attività, senza accorgersi degli altri. E’ più importante pensare prima a sé stessi e poi agli altri, se c’è tempo e voglia. Questa, la oserei  definire, la società dell’individualismo, del successo ad ogni costo ed in ogni campo. Essendo allentati i rapporti interpersonali ed il dialogo con una cerchia allargata di persone, si rischia di stringersi in maniera morbosa a pochi soggetti , se non addirittura a uno o due di questi.

Si è sempre troppo impegnati nel fare cose su cose, perché devono essere sbrigate ad ogni costo, altrimenti si rimane indietro e si diventa ultimi. Secondo me quindi, bisogna recuperare il senso del fare, il suo vero significato, vale a dire la sua qualità a discapito della quantità, ma soprattutto ritrovare e rivalorizzare i rapporti umani, il vero senso dell’essere, l’ascolto, il dialogo e la moralità umana. Insomma dare importanza all’essere come persone a svantaggio dell’avere come, per richiamare il titolo: “ Il Dio Denaro”.

Chiara Valoti

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FUCI Bergamo

La FUCI di Bergamo fa parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI. Logo FUCI La FUCI… Ma che cos’ è? – Un incontro tra amici, tra studenti. Condividiamo per un breve (si spera!) periodo della vita l’esperienza dello studio e dell’Università, cercando di sostenerci l’un l’altro nell’entusiasmante e faticosa avventura universitaria. Non vogliamo subire l’ Università come duro e freddo (e come!) esamificio, patendo questo sistema che non va in modo anonimo e forse anche inutile. Vogliamo invece cercare un senso autentico al nostro studiare e all’ Università, occasione di vita irripetibile ed esaltante. Sicuri che essere studenti è condizione faticosa ma speciale e preziosa: ci è offerta, viviamola a fondo, per noi e per gli altri. Un po’ di storia – Abbiamo festeggiato il secolo di vita della FUCI nel 1996. Permetteteci un guizzo d’ orgoglio: la FUCI è un’associazione studentesca gloriosa: ha contribuito a formare donne e uomini -permetteteci un altro guizzo!- che hanno “fatto l’ Italia”. La sigla: FEDERAZIONE – perché la FUCI è composta da una serie di gruppi che, con lo stesso sentire e con uno stile condiviso, contribuiscono a servire il territorio che abitano nella dimensione ecclesiale e civile, decidendo autonomamente il cammino da percorrere. UNIVERSITARIA – l’università è il luogo in cui viviamo, su cui scommettiamo la nostra formazione: non è solo un “esamificio” o un distributore di nozioni, ma può diventare occasione di crescita umana. Università è il nostro ambiente di vita, l’istituzione a noi più prossima, della quale ci interessiamo e ci prendiamo cura, non solo attraverso l’aggiornamento e la riflessione, ma con l’impegno e la propositività. Universitari sono quelli che animano la vita dei gruppi e che sono chiamati ad un maggiore protagonismo, sotto il segno della responsabilità. Universitario è il metodo: la ricerca, l’ascolto di tutti i punti di vista, la verifica dei dati. Per sviluppare quella capacità critica che consente di andare oltre i luoghi comuni. CATTOLICA – perché si inserisce pienamente nella realtà ecclesiale e ne condivide il cammino secondo le sue specificità. Partecipa attivamente alla pastorale universitaria e collabora alla pastorale giovanile, stimola il dialogo intraecclesiale e della chiesa con il mondo attraverso specifici itinerari di riflessione teologica e culturale. Dunque è Chiesa in università e Università nella Chiesa. La natura confessionale non impedisce comunque la partecipazione anche a chi non condivide lo stesso cammino di fede. ITALIANA – perché vive pienamente le attese e i problemi sociali e politici del Paese, pur non trascurando le sfide della mondialità e delle interdipendenze. La FUCI mira a formare cittadini che possano operare scelte di cittadinanza responsabile qualunque sia il loro campo di impegno; propone, quindi ai suoi aderenti percorsi di formazione in cui, nel rispetto degli orientamenti di ciascuno possano imparare a “pensare la politica”. Ma che cosa fate? Bella domanda! In due parole, ti possiamo dire che, messe sul tavolo un po’ di idee, sviluppiamo insieme quelle che sentiamo più interessanti ed urgenti. Insomma cerchiamo di valorizzare le esperienze e le abilità di ciascuno, tentando di divenir del mondo esperti! E fra le urgenze, al primo posto. vi è l’esigenza di curare la nostra fede, che vuole maturare con noi, altrimenti si inaridisce. E quindi, liberamente, partecipiamo alla vita delle nostre parrocchie, della nostra diocesi, viviamo insieme momenti di spiritualità e di approfondimento con l’aiuto di un giovane sacerdote. E poi vogliamo conoscerlo questo mondo per amarlo davvero. Così, con semplicità, abbiamo discusso di questo nostro tempo carico di futuro, ed abbiamo cominciato a conoscere ad amare il Grande Giubileo del Duemila, in particolare la “purificazione della memoria” e la Chiesa che chiede perdono. Un’attenzione speciale la dedichiamo alla politica, un aspetto fondamentale della vita di ciascuno in quanto cittadino. Per scaricare una breve presentazione della FUCI clicca qui. Altre informazioni: www.fuci.net Fabio Albani

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